Non si vive senza amare

La famiglia è il primo luogo dove le persone si vogliono bene. Subito ci vengono in mente non poche situazioni familiari in difficoltà: coppie più e meno giovani che dubitano del loro amore, che si lasciano; genitori e figli che attraversano contrasti anche aspri e dolorosi; rapporti difficili con le famiglie di provenienza.
È fuori dubbio che l'amore è una realtà preziosa e delicata: quando è custodita e alimentata, allora diventa una forza straordinaria, nessuna prova può spegnerla, diventa più forte della morte. Non si può vivere senza amore. Senza amare e senza essere amati, la vita diventa sterile e ci sentiamo come un ramo secco. Anche le altre cose belle (la salute, il lavoro, le relazioni...), se non sono animate dall'amore, perdono valore, scolorano, causano soddisfazioni ma non riempiono il cuore.
Il valore più importante e decisivo è la fede che ci apre a Dio; che illumina le prove e i dolori; che dona senso alle gioie; che svela il nostro destino. Ma la fede, in definitiva, è credere all'amore di Dio; è affidarsi al suo abbraccio; è rispondere con l'amore dei figli. Sì, la fede ci riporta nell'orizzonte caldo dell'amore.
L'Eucaristia è il sacramento vivo di quest'Amore che ci abbraccia, illumina la vita e ci insegna ad amare. È una permanente scuola d'amore. È per questo che gli sposi - ma anche i ragazzi, i giovani, - dovrebbero continuamente porsi a questa scuola che, mentre ci insegna la difficile arte di amare, fa fare l'esperienza di ciò che insegna. Ma perché amare, pur essendo bello, è difficile, tanto che non di rado i legami si spezzano?
Sembra che oggi si abbia paura dell'amore: di amare e di essere amati. L'amore, infatti, mette in gioco; chiede serietà e solidità interiore. Oggi, invece, si dicono troppe bugie sull'amore. Così si crede che sia quasi un gioco, un'emozione forte che deve sempre gratificare. Quando ciò non accade, allora si resta delusi e si cambia.