L'Ora di Gesù, Adorazione, Formazione eucaristica






IL MATRIMONIO SACRAMENTO



Sacramenti: punti luce della dimensione di Dio e della presenza viva di Gesù Cristo. Abbiamo appena celebrato la Pasqua e per i cristiani cosa significa la Pasqua? Che Cristo è morto, è risorto ed è presente. Non basta dire: è morto, è risorto e finito. Ma morto, risorto e presente. Questo è il dato nuovo. Noi ci troviamo in Chiesa la domenica, domani, perché è risorto ed è vivo e dobbiamo ricordarci che è vivo e in mezzo a noi, perché questa è la novità. Noi non crediamo in un Dio morto, ma in un Dio vivo, non in un Cristo morto, ma in un Cristo vivo. Chiaro. Però questo Cristo morto, risorto e vivo vuole essere visibile in qualche modo. Ha voluto legare l'efficacia di questa sua presenza, è risorto e vivo, ha voluto dare dei segni, dei punti luce nei quali noi cogliamo che è presente, vivo ed efficace.
Produce, visto che abbiamo una mentalità consumistica. È un Cristo che produce, che fa qualcosa, che muove, che cambia le cose. Ha voluto legare a filo doppio la sua presenza ad alcuni punti luce, ad alcuni punti efficaci, ad alcuni segni, (andiamo nella nostra terminologia teologica) ad alcuni Sacramenti. Per cui, non solo quelli che l'anno conosciuto 2000 anni fa in Palestina, ma oggi una persona può dire: "Dov'è che posso toccare Cristo? Io voglio sapere se c'è efficacemente". Possibile che solo quelli che hanno vissuto in Palestina 2000 anni fa, hanno potuto conoscere in tutta la sua bellezza il Gesù che si interessa degli ammalati, dei poveri e che per stabile un rapporto personale diceva: "Oggi vengo a mangiare a casa tua. Prendi, mangia, questo è il mio corpo".

Possibile che era solo 2000 anni fa e adesso restiamo qua a bocca asciutta, stiamo qui a lodare i quadri che gli altri hanno fatto? O non siamo noi costruttori di un rapporto personale con il Signore? Allora Gesù ha voluto legare la sua presenza ad alcuni punti dei quali ci ha dato garanzia: "Lì ci sarò". Volete un piccolo esempio? Lui ha voluto dire ad ogni persona che nasce, se vuole, se i suoi genitori lo rendono così, e comunque se nella sua libertà lo sceglie: "Tu sei mio fratello".
"Andate e battezzate. Chiunque battezzerete sarà figlio di Dio". Lui oggi battezza e ai bambini che nascono può dire già dalle prime settimane "Tu sei mio fratello, sei figlio di Dio come me. Tu puoi dire con me: Padre Nostro." È il Gesù vivo oggi che dice a chiunque entra nello nostre assemblee eucaristiche "Prendi e mangia, questo è il mio corpo". Gesù è vivo ed è risorto e ha voluto che chi vive oggi potesse stabile con lui un rapporto personalissimo d'amore, al punto da dire "Prendi e mangia.

È tale il rapporto che ho con te, che voglio dirti: Prendi e mangia, questo è il mio corpo. Voglio fare simbiosi con te, unità di vita con te." Non solo 2000 anni fa con la Maddalena, ma oggi ha voluto, in un punto particolare della vita della Chiesa, legarsi presente, riconciliante: "Vieni, ti sono perdonati i tuoi peccati. Va in pace." Cristo è vivo, presente oggi, lì. Io incontro il volto di Gesù che riconcilia. Anche oggi Gesù è attento alla malattia con l'unzione dei malati. Anche oggi Gesù dona il suo Spirito per far vivere le persone come vive lui. Dona il suo Spirito: la Cresima. Quindi voi osservate che dentro questa struttura sacramentale, chiamiamola così con una parola grossa, oggi il cristiano può riconoscere che Cristo è presente, è vivo, è efficace. Ed ognuno di questi Sacramenti presenta un aspetto, un volto di Gesù. Mi ritrovo, per esempio, ad essere io, prete, con Don Carmelo, con quest'altro sacerdote. Io, per Sacramento, sono la presenza di Gesù pastore, di Gesù che guida e conduce, di Gesù che rende presente Dio in mezzo agli uomini. Ognuno di questi Sacramenti dà una presenza di Gesù. Allora dentro questa struttura sacramentale, dentro queste varie presenze voi sapete che c'è scritto anche il Sacramento del matrimonio. Chiaro. È una di queste presenze. Facciamo un passo ulteriore. Sacramento del matrimonio: presenza viva dell'incarnazione di Cristo.
Ma questo Sacramento del matrimonio che cosa mi rende presente di Gesù? Se Gesù ha legato la sua presenza efficace a questi punti luce, il punto luce fatto dal Sacramento del matrimonio quale aspetto di Gesù mi rende presente? Quale volto di lui mi rende presente? Tenendo conto che se in questo settenario viene a mancare un pezzo io non ho più nella Chiesa, per il mondo, il volto completo di Gesù. Manca probabilmente qualcosa di estremamente importante. Quale aspetto di Gesù? Riprendiamo ancora gli altri Sacramenti per arrivare poi al dettaglio del Sacramento del matrimonio. Se io vi chiedessi: l'Eucarestia che cosa rende presente? È Gesù che ama, che rende la vita fino a dare il suo corpo: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue". Allora quel pezzo di pane, per l'azione dello Spirito Santo, diventa (capite il passaggio?) corpo e sangue di Gesù dato per noi. Avete colto? C'è un passaggio. Era pane ed è diventato corpo e sangue di Gesù.
Condividiamo vero questa fede? Sì. Secondo passaggio. Prendiamo il sacerdozio, ben conosciuto da voi. In questo caso Gesù non ha preso un pezzo di pane, ha preso un pezzo d'uomo. Con la sua intelligenza, con il suo cuore, con il suo sorriso,con la sua sensibilità. Lo ha preso e ha detto: "Quest'uomo, per l'azione dello Spirito Santo, diventa una mia presenza. Io sono presente nel sacerdote nella dimensione di Gesù pastore".
Allora, con l'ordinazione sacerdotale, questo pezzo d'uomo diventa presenza di Gesù pastore in mezzo agli uomini. Nell'Eucarestia ha preso un pezzo di pane, nel sacerdozio ha preso un pezzo d'uomo e lo ha fatto diventare una presenza di Gesù pastore. Nel caso della coppia non ha preso un pezzo di pane, non ha preso un pezzo d'uomo per essere la sua presenza, ma ha preso il volersi bene di due persone e per l'azione dello Spirito Santo l'ha fatto diventare una presenza di Gesù. Avete colto il nesso? È più presente Gesù nel sacerdote o negli sposati? (Morandini)

Ora di Gesù è un salutare correttivo per valutare tutto secondo Dio

e riconoscere che Gesù è il Signore. Il fatto che Gesù è veramente il Signore non significa che la nostra vita con Lui non può conoscere anche momenti di tribolazione, di difficoltà, di sofferenze(Mc. 4,35-41). Questo vuol dire che anche quando siamo con il Signore può venire la tempesta. 
Non bisogna pensare a “L'Ora di Gesù” come a una specie di panacea che ci libera da tutte le difficoltà;il Signore non ha promesso a chi è con Lui la vita spensierata; Gesù dice che chi ha la possibilità di vivere con Lui ha la pace del cuore, che gli dà la capacità di vivere e di superare ogni difficoltà e ogni tribolazione. 
L'Ora di Gesù” per riscoprire la centralità di Cristo nella vita della Chiesa, per poter ascoltare ciò che il Signore dice a noi, non come alibi per sfuggire alle proprie responsabilità, non come espressione di paura, di evasione da tutto ciò che ci circonda. Ma “Ora di Gesù” per poter stare con Lui per riaffermare un'amicizia secolare, per poter vivere una vita cristiana come adulti mettendosi alla Sua sequela, seguire Gesù che ci ha dato un esempio che noi siamo chiamati ad imitare. Da qui la necessità di far riferimento a Lui nella nostra vita personale. 
Avere la mentalità di fede significa non lasciarsi condizionare dalla moda del tempo, dalla cultura dell'ambiente; vuol dire invece impostare la vita secondo il progetto di Dio e per questo dobbiamo conoscere il Vangelo. 


Mons Benigno Papa


Momenti di Adorazione

Ogni lunedì alle 20.00,
la famiglia davanti al Ss Sacramento
Ora di Gesù

sospesi gli aggiornamenti, fino a settembre


La Famiglia
dinanzi all'Eucarestia
Mistero Eucaristico Dalle Parrocchie



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